Sunday, January 22, 2012

09: Rossella Celati



Oggi arrivo in tempo. Ci siamo organizzati per incontrarci alla fermata della metro Furio Camillo alle 11. Io ci sono, ma Rossella dov’è? Ok, prima cosa, ci sono tre entrate... quindi da quale delle tre arriverà? Aspetto in un punto da dove mi possono essere visibili tutte. Aspetto. Dopo 10 minuti Rossella non è arrivata e inizio a pensare che forse ho sbagliato il luogo dell’appuntamento, però mi rendo conto che non ho credito sul telefono e poi, anche se l’avessi avuto, non ho il suo numero. Oggi ho imparato due lezioni! Alle 11e15 arriva e si scusa per il ritardo.

Today I arrive on time. We’ve arranged to meet at the Furio Camillo metro stop at 11. I’m here but where is Rossella? Ok, first thing, there are three exits... so which one of the three will she arrive at? I wait at a point where I can see all three. I continue waiting. After 10 minutes Rossella hasn’t arrived and I begin to think that maybe I’ve got the meeting place wrong, but then I realise I don’t have credit on my phone and even if I did, I don’t have her number. Today I’ve already learned two lessons! At 11.15 she arrives and says sorry for being late.

Rossella ha scelto un posto che si chiama Cantù per la nostra colazione. Camminiamo insieme e chiacchieriamo un po’ e noto che, anche se non ci siamo mai visti prima, la conversazione avviene liberamente, senza nessuna forzatura. Arriviamo. E’ chiuso! No! Mi spiega che ha scelto questo bar perché lo associa ad alcuni momenti belli e che lei è molto sensibile alla forza dei luoghi di evocare i ricordi. Guardando attraverso le finestre mi sembra un bel posto, molto accogliente e intimo con poltrone e divani… sarebbe stato veramente l’ideale per la colazione. Continuiamo a camminare fino ad arrivare in un altro bar, Cafè Elite che è più grande e anche se è abbastanza carino, manca il cuore che avrebbe Cantù. C’est la vie.

Rossella has chosen a bar called Cantù for breakfast. We walk together and chat a little and I notice that even if we have never met before, conversation flows easily, not forced. We arrive. It’s closed! No! She explains that she chose this bar because she associates it with good moments and that she’s very sensitive to the energy that places have to evoke memories. Looking through the window it seems a very nice place, very welcoming and intimate with armchairs and couches... it really would have been a great place for breakfast. We continue walking to another bar, Café Elite: it’s bigger, but even if it’s nice, it lacks the heart which Cantù would have had. C’est la vie.

Seduto al tavolo, Rossella mi racconta la sua storia :-“Ho sempre voluto essere un’ attrice. Mia madre e mia zia pi portavano a teatro quando ero piccola e me ne sono innamorata immediatamente.Ho iniziato a frequentare dei corsi, anche da bambina, ma il primo vero approccio importante c’è stato quando avevo 15 anni. Mi ha aperto la mente e mi ha salvata della monotonia del mio paese, Sant’Anastasia”. Che poi, mi spiega, è un paese di 30 mila abitanti in cui non sempre s’incontrano persone aperte e con interessi culturali, anche se, grazie a quel corso, ha poi scoperto che ce ne sono tante.

Sitting at a table, Rossella tells me her story: “I always wanted to be an actress. My mother and aunt took me to the theatre when I was small and I fell in love immediately. I started attending courses even as a child, but the first important one was when I was 15 years old. It opened my mind and saved me from the monotony of my town, Sant’Anastasia.” She explains that it’s a town with a population of 30 thousand where you don’t often meet open people with cultural interests, even if, thanks to the course, she found out that there are in fact many of them.

Dopo la scuola superiore desiderava entrare all’Accademia d’Arte drammatica Silvio D’Amico, un’accademia molto prestigiosa. Quell’anno in molti fecero il provino e lei non fu scelta. Era distrutta, e all’età di 19 anni pensò che non essere stata presa significasse non dover intraprendere quella strada. Così si è iscritta all’Università e ha studiato al DAMS, dove ha continuato a coltivare la passione della sua vita teoricamente e praticamente e dove ha conosciuto le sue amiche più care, tra cui, Elena Muratore. Non aveva mai smesso, quindi, di fare teatro, ma dopo la laurea ha deciso di provare ad entrare alla Link Academy (un’accademia bilingue: italiano e inglese)  per perfezionarsi ed andare un po’ oltre alcuni suoi limiti attoriali. L’hanno presa. “Mi ha aperta un nuovo mondo” mi dice con contagioso entusiasmo, “anche se i primi due anni ho lavorato duramente e quasi mai avevo tempo libero, ho vissuto questa esperienza come se entrassi a far parte di una seconda famiglia. Avevo bisogno di una base solida e questa accademia mi ha dato degli ottimi strumenti. Sono un po’ più grande di quasi tutti i miei compagni di classe e anche se ci sono solo quattro anni di differenza, qualche volta mi sono sentita ‘la mamma’ del gruppo!“ Mi spiega che non tutto va sempre bene in “famiglia”, che possono esserci attimi di egocentrismo o prepotenza, quando invece tutti hanno il diritto di esprimere la propria idea: “personalmente non voglio essere leader all’interno di un gruppo, ma neppure comandata” mi dice.

After high school she wanted to go to the Accademia d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, a very prestigious academy. There were many try outs that year and she wasn’t chosen. She was devastated, and at the age of 19 thought that it was a sign she shouldn’t follow this path. So she enrolled at University and studied DAMS, where she continued to cultivate her passion in theory and in practice, and where she met her closest friends, including Elena Muratore. So she never really stopped being involved in theatre, but after graduating decided to try out for the Link Academy (a bilingual academy: Italian and English) to hone her skills and to go beyond her acting limits. They took her on. “It opened a new world for me” she says with a contagious enthusiasm, “even if the first two years were hard and I hardly ever had free time, I lived the experience as if I was part of a second family. I needed a solid base, and this academy gave me the best tools. I’m a little older than the rest of the class and even if there are only four years between us, sometimes I feel like the “mother” of the group!” She tells me that sometimes things don’t go well in the “family” and sometimes there are moments of selfishness and arrogance whereas everyone should have the right to express their ideas: “Personally I don’t want to be the group leader, nor to be led” she says.

“Il mondo degli attori non è facile,” continua, “sei sempre in movimento, in giro per vari luoghi, devi essere sempre pronto, devi darti generosamente ogni volta. E’ un lavoro molto fisico dove si suda, ci si stanca e ci si emoziona. L’attore, quando è in scena, esce dalla propria vita e ha la responsabilità e l’onore di trasportare la gente in un altro mondo che deve assolutamente essere  credibile ogni sera. Avviene sempre uno scambio reciproco di energia tra attori e pubblico e ogni sera è diversa.” Parliamo dei sentimenti e siamo d’accordo che questi si devono vivere invece di essere repressi. “Purtroppo la società ci spinge a far finta di essere forti: non riusciamo ad esprimerci liberamente neanche per dire le cose che sentiamo e questo ci crea dei problemi” mi dice. Rossella mi ha messo a mio agio e parliamo liberalmente delle nostre relazioni e ci raccontiamo alcune nostre esperienze... “in una relazione di coppia è fondamentale dare spazio al proprio partner senza opprimerlo e talvolta si possono prendere strade differenti per poi ritrovarsi con qualcosa in più da dare all’altro.”

“The life of an actor isn’t easy” she continues, “you are always moving around to different places, you must always be ready, you have to give generously every time. It’s a very physical job with sweat, tiredness and emotions. When actors are on stage, they leave their own life behind and have the responsibility and honour of transporting the audience to another world which has to be absolutely credible every evening. There’s always an exchange of energy between the actors and the audience and every evening is different.” We talk about emotions and we agree that they have to be lived and not repressed. “Unfortunately society expects us to be strong: we are not able to express ourselves freely not even to say the things we feel and this creates problems,” she says. Rossella has really put me at my ease and we talk about our own relationships and experiences... “It’s fundamental for a couple to give each other space without oppression, sometimes taking different routes but then coming together again with something more to give to each other.”


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Gusto il peccato come fosse il principio del benessere
Taste sin as if it is the principle of well-being
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Quando si laurea ad ottobre non sa ancora che cosa combinerà: “ho due progetti in programma, uno con un mio compagno di classe con cui si è creato un rapporto speciale e un altro con due mie amiche che stimo particolarmente e che hanno idee innovative che condivido pienamente. Magari, chissà, questi  progetti faranno il giro dei teatri italiani. Poi, mi piacerebbe passare un po’ di tempo all’ estero – forse prima a Londra e poi a New York. A Londra potrei migliorare il mio inglese ed avere diverse opportunità. Sarebbe un’altra dimensione e magari potrei avvicinarmi al mondo del cinema. Comunque sarebbe bello vivere fuori d'Italia per un periodo anche solo per l’esperienza.”

When she graduates in October she’s not sure what she’ll do: “I have two projects planned, one with a classmate with whom I have a special relationship and another with two friends who I particularly respect who have innovative ideas with which I completely agree. Perhaps these projects will make the rounds of the Italian theatres. I would also like to spend some time abroad – maybe first in London and then New York. In London I could improve my English and have some new opportunities. It would give me another dimension and maybe I could get closer to the world of cinema. Anyway it would be good to live outside of Italy for a period even if just for the experience.”

“Gusto il peccato come fosse il principio del benessere” ha detto Alda Merini, poetessa italiana, ed è una citazione molto vicina al pensiero di Rossella. “La stimo tanto,” mi spiega “non aveva paura di essere giudicata. Ha scritto cose reali, concrete ed intense senza preoccuparsi del giudizio delle persone. Ha vissuto la sua vita in modo pieno ed intenso ed è stata una persona coraggiosa che ha avuto la capacità di esprimersi chiaramente e di sporcarsi le mani. Voglio vivere la mia vita come lei.” Quando ci salutiamo non ho neanche un dubbio che Rossella lo sta già facendo e che continuerà a farlo. Adesso voglio saperne di più di Alda Merini e magari parlarne di nuovo con Rossella la prossima volta che ci vediamo.

“Taste sin as if it is the principle of well-being,” said Alda Merini, an Italian poet: a quote very close to Rossella’s way of thinking. “I respect her a lot” she explains “she was never afraid of being judged. She wrote real things, concrete and intense without worrying about the judgement of others. She lived a full intense life and was a courageous person who had the ability to speak clearly and get her hands dirty. I want to live my life like her.” When we say our goodbyes I have no doubt that Rossella is already doing it and will continue to do so. Now I want to know more about Alda Merini and perhaps talk about her again with Rossella the next time we meet.


Wednesday, January 18, 2012

08: Sabrina Ortolani



Sabrina, un’ artista Romana “doc”, mi incontra di fronte D’Antoni in via Dino Penazzato appena dopo le 11 in questo bellissimo sabato mattina. Mi chiede se ho già fatto colazione e confessa che ha già preso “il Nescafè che non è caffè!” Sono d’accordissimo e penso quante volte ho bevuto l’acqua sporca prima di vivere in Italia! Sabrina frequenta il bar a volte: “ho un amica qua vicino e a volte prendiamo un aperitivo ma questa è la prima volta che ci faccio colazione.”

Sabrina, a real Roman artist, meets me in front of D’Antoni in via Dino Penazzato just after 11am on this beautiful Saturday morning. She asks if I’ve already had breakfast and confesses that she’s already had “Nescafé which isn’t really coffee!” I agree completely and think about how many times I’ve drunk dirty water before living in Italy! Sabrina sometimes comes here: “I’ve got a friend close to here and sometimes we have pre-dinner drinks but this is the first time I’ve had breakfast here.”

A parte cinque anni in cui ha passato giorni tra Roma e Milano, è sempre vissuta a Roma: “Anche se mi manca un po’ Milano,” mi dice “il mio mondo è qua. Ho tanti contatti e amici nel mondo artistico e come sai dipingo anche le periferie di Roma. Milano è diversa ma non è sempre grigia come pensano tutti poi è più piccola e nel mondo artistico forse è una cosa bella. Roma è troppo grande e dispersiva ed è difficile seguire tutti mentre a Milano è possibile.”

Apart from five years in which she spent her days divided between Rome and Milan, she’s always lived in Rome: “Even if I miss Milan a little” she says “my world is here. I have lots of contacts and friends in the art world and as you know I paint the suburbs of Rome. Milan is different but not always gray as everyone thinks. It’s smaller and perhaps in the art world that’s a good thing. Rome is too big and dispersed and it’s difficult to follow everyone whereas in Milan it is possible.”

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un insegnante dovrebbe aiutare gli studenti  lasciando spazio e rispettando il proprio modo di esprimersi
a teacher should help students leaving them space and respecting their way of expressing themselves
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Sabrina è una pittrice autodidatta anche se ha frequentato il Liceo Artistico e l’Accademia di Belle Arti di Roma. Le racconto una storia della mia professoressa a scuola che ha mostrato un mio disegno alla classe per far ridere tutti – dopo quel giorno non ho più provato a disegnare. Mi dice che un insegnante dovrebbe aiutare gli studenti  “lasciando spazio e rispettando il proprio modo di esprimersi, in Accademia questo non sempre accadeva. Io dipingevo a casa e portavo i miei lavori solo durante gli esami .”

Sabrina is a self-taught artist even if she went to Art high-school and the Accademia di Belle Arti in Rome. I tell her about my teacher at school who showed one of my drawings to the class to make everyone laugh – since then I haven’t tried to draw. She tells me that a teacher should help students “leaving them space and respecting their way of expressing themselves, at the Academy it wasn’t always like that. I painted at home and took my works there only for exams.”

In quegli anni, sperimentando varie tecniche, ha scoperto un modo di dipingere usando l’antirombo: “Crea un effetto sporco molto adatto al mio stile” mi spiega ”una volta si utilizzava sotto le scocche delle Fiat 500 per i lavori faidatè, ma ora sta diventando difficile trovarlo in ferramenta.” Mi spiega che oltre a dipingere utilizza la tecnica dell’incisione, spiegandomi il procedimento con l’uso degli acidi e il ragionamento in negativo dell’acquatinta.  E’ una pratica che porta avanti con un tempo più dilatato rispetto alla pittura, in quanto per ora, non possiede un laboratorio solo per l’incisione.

In those years, experimenting with various techniques, she discovered a way of painting using acoustic insulating paint: “It created a dirty effect: very apt for my style” she explains “once it was used for DIY work under the chassis of the Fiat 500, but now it’s becoming difficult to find.” She tells me that as well as painting she used to do etching, explaining the procedure of using acid, thinking in negatives. It’s a method that takes a lot of time compared to paining and so, for now, she’s unable to have a studio only for etching.

Tra i soggetti di Sabrina ci sono i palazzi delle periferie di Roma, le tangenziali, le scene industriali, le vecchie macchine: "Spesso la gente che osserva i quadri si stupisce scoprendo che l’autore è una donna" mi dice "pensando che questi soggetti siano il frutto di una mano e un occhio maschile. E’ un pregiudizio associare l’immagine di un paesaggio più ‘soft’ alle donne." Ho notato la stessa cosa anche nel mondo della fotografia e della musica: la categorizzazione dei fotografi come "fotografi donne" o della musica come "rock al femminile" non ha senso per me e mi dice neppure per lei.

Amongst the subjects Sabrina paints are buildings in the suburbs of Rome, flyovers, industrial scenes and old cars: “Often people look at my paintings and are surprised to find that the artist is a woman,” she says “thinking that these subjects are the handiwork of a man’s eye. It’s a prejudice to think that images of countryside and “softer” images are those of a woman.” I’ve noticed the same thing in the photographic world and in music: categorising photographers as “women photographers” and music as “female rock” does not make sense to me and neither does it to her.

Parlando della musica viene fuori come ci siamo conosciuti: è tramite un amico in comune, Fabio Mele il bassista del gruppo romano MUG che ho trovato Sabrina prima su MySpace e successivamente su Facebook.  “In realtà” mi dice “Fabio ed io ci siamo conosciuti anni fa anche prima di MySpace. Abbiamo parlato di musica tramite una programma chat e poi sono andata a qualche concerto dei MUG. Ma è un bel po' che non ci vediamo." Io e Sabrina ci siamo conosciuti a dicembre scorso in occasione di Studi Aperti di Piano Creativo dove Sabrina ha il suo studio di pittura che condivide con un altra artista, Flavia Dodi. “Lo studio è un po’ lontano da casa mia” mi dice “per questo dipingo anche a casa. Dipingo ascoltando la musica e mi perdo nel mio proprio mondo. Mi trovo molto bene quando sono a studio con Flavia perché ci incoraggiamo e condividiamo idee. Il nostro studio, Spazio 420, si trova in Circonvallazione Giancolense, siamo 12 artisti ognuno con il suo stile”

Speaking about music we work out how we know each other: it’s through a friend in common, Fabio Mele, the bassist with the Rome-based group MUG, that I first met Sabrina through MySpace and then Facebook. “Really, she says “Fabio and I met each other years ago before MySpace existed. We spoke about music using a chat programme and then I went to some MUG concerts. But it’s been a while since we saw each other.” Sabrina and I met last December at the Open Studio event organised by Piano Creativo where Sabrina has her studio which she shares with another artist, Flavia Dodi. “The studio is a little far from my house” she says “so I also paint at home. I paint while listening to music and lose myself in my own world. I am very comfortable in the studio too with Flavia because we encourage each other and share ideas. Our studio, Spazio 420, is in Circonvallazione Giancolense: there are 12 artists each with their own style.”

Il mondo dell'arte non è facile, purtroppo può capitare di imbattersi in galleristi, o presunti tali, che non sanno fare il loro lavoro, bisogna stare molto attenti.."a Roma quando possono fregarti lo fanno". Ultimamente è uscito un libro “Roma Visionaria” curato da Lucia Collarile, che contiene dei quadri di Sabrina: “E’ stato pubblicato a dicembre del 2011” mi dice “e parla della città di Roma vista e raccontata dagli occhi di vari artisti. Ho collaborato con altri cinque artisti fra cui Pablo Echaurren,  per me un onore esporre in un libro con lui.”

The world of art isn’t easy, unfortunately it’s possible to run into art dealers, or so-called art-dealers, who don’t know how to do their job and there is a need to take care... “in Rome when they can take advantage of you, they do.” Recently a book called “Roma Visionaria” edited by Lucia Collarile containing works by Sabrina was released: “It was published in December 2011” says Sabrina “and is about Rome as seen and told through the eyes of various artists. I worked with five other artists including Pablo Echaurren. It is an honour for me to exhibit my work in a book with him.”

Finita la colazione ci mettiamo d'accordo che ci vediamo o al prossimo concerto di MUG o alla sua prossima mostra che sarà all’inizio di febbraio. Tornando a piedi a casa rifletto che sono contento di conoscere le persone ispiratore come Sabrina.

Breakfast over; we arrange to see each other at the next MUG concert or at her up-coming exhibition at the beginning of February. Walking back home I reflect on the fact that I’m very lucky to know such inspiring people as Sabrina.

Sunday, January 15, 2012

07: Federica Moschella


C’era una festa.  C’era anche una mostra. Entrambe erano a casa di un amico tedesco qua a Roma. Aveva appena stampato delle foto e voleva fare una mostra e così ha avuto l’occasione perfetta anche per fare una festa. Quella serata ho bevuto un sacco di birre ed ho conosciuto un sacco di persone nuove e c’era anche Federica. Abbiamo parlato ma le confesso che non mi ricordo niente e mi dice che neppure lei ed è cosi che iniziamo la nostra conversazione di fronte al bar dove facciamo colazione.

There was a party. There was an exhibition. Both of them at the home of a German friend here in Rome. He had just printed some of his photos and wanted to have an exhibition, so he also had the perfect opportunity to have a party too. That evening I drank a lot of beer and I met a lot of new people - Federica was one of them. We spoke but I confess to her that I don’t remember anything  and she tells me that neither does she. This is how we start our conversation in front of the bar where we are going to have breakfast.

“Mi sono trasferita in questa zona ad Aprile  scorso” mi dice “ho comprato un appartamento qui perchè mi sono innamorata del palazzo degli anni ‘20 e del giardino interno su cui ho una vista dal balcone. Passo vicino a questo bar quasi ogni giorno e ogni volta penso che sarebbe bello fare colazione qui: ma non l’ho fatto sino ad ora perché di solito prendo il caffé a casa. Quindi questa è un occasione anche per me.” Il bar, che si chiama Amelie, si trova in Piazza Verbano, zona Trieste. E’ bello, popolare e ha dei tavoli fuori dove ci sediamo anche se fa freddissimo questa mattina.

“I moved to this area last April” she says. I bought an apartment here because I fell in love with a 1920s building and the internal garden over which I have a view from the balcony. I pass by this bar almost every day and every time I think how nice it would be to have breakfast here: but I haven’t done it until now because usually I have coffee at home. So this is my opportunity.” The bar is called Amelie, and is located in Piazza Verbano in the area of Rome called Trieste. It’s a nice popular place with tables outside where we sit down, even if it’s really cold this morning.

Federica, di origine napoletana, nel 2000 è andata a vivere a New York dove ha passato i successivi tre anni. “Sono andata per lavoro,” mi spiega “sono biologa e stavo facendo il mio Ph.D. E’ molto comune  andare fuori di Italia in questo campo di lavoro e quando questa occasione è arrivata l’ho colta!  A New York mi sono trovata bene ma è stata anche dura stare da sola per la prima volta. Lì ho conosciuto un sacco di gente nuova da tutto il mondo. E’ stata una bellissima esperienza  però mi mancavano gli amici e la famiglia ed era difficile non avere lo stesso background culturale, insomma non mi sentivo simile agli americani. Sono anche molto competitivi e non mi piacciono  né il loro sistema sanitario nè il sistema educativo. Non volevo vivere lì per sempre e non avrei voluto crescere dei figli lì.”

Federica, originally from Naples, went to live in New York in 2000 where she spent the following three years. “I went there for work,” she explains “I’m a biologist and I was doing my Ph.D. It’s very common to go abroad in this field and when the occasion arose I grasped it with both hands! I really liked New York but it was difficult being alone for the first time. I met a lot of people there from all over the world. It was a wonderful experience but I missed my friends and family and it was difficult not having the same cultural background as the Americans. They are also very competitive and I don’t like their health and education systems. I didn’t want to live there forever and I wouldn’t want to bring up children there.”
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Ci sono voluti solo sei mese per crearsi delle amicizie a New York 
al confronto dei tre anni che ci sono voluti a Roma.
It took only six months to have a circle in friends in New York 
compared to three years here in Rome.
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Le chiedo come mai è arrivata a Roma: “Quando ho deciso di tornare in Italia non volevo tornare a Napoli,” mi dice “sarebbe stato troppo piccola per me dopo New York. Penso che ci sono solo due città in Italia grandi come New York: Milano e Roma. Milano è troppo grigia e brutta. Roma invece è bellissima e poi c’è anche il mio fratello che vive qua e inoltre è solo a due ore da Napoli quindi è facile tornare a trovare amici e parenti lì.” Mi dice che i Romani però non sono aperti come i Napoletani e neanche come la gente di New York: ci sono voluti solo sei mese per crearsi delle amicizie a New York al confronto dei tre anni che ci sono voluti a Roma. Mi dice che alla fine New York, Roma e Napoli sono abbastanza simili: c’è il sole anche se New York è un po’ più fredda, tutte e tre sono bellissime città, e c’è l’acqua – una cosa importante per lei- “che sial mare, oceano o l fiume non potrei vivere in un posto senza acqua e nemeno in una città anonima” mi dice.

I ask her why she came to Rome: “When I decided to return to Italy I didn’t want to go back to Naples, “she says, “it would have been too small for me after New York. I think there are only two cities in Italy like New York: Milan and Rome. Milan is too grey and ugly. Rome on the other hand is beautiful, my brother is also here and it is only two hours from Naples, so it’s easy to visit my friends and relatives there.” She tells me that Romans are not as open as Neapolitans nor like the people in New York: it took only six months to have a circle in friends in New York compared to three years here in Rome. She tells me that New York, Rome and Naples are pretty similar: they’re sunny even if New York is colder; they are all beautiful cities; and there is the water – something which is important to her – “whether it is the sea, the ocean or the river, I couldn’t live somewhere without water nor could I live in an anonymous city” she says.

Per arrivare in quartiere stamattina ho preso tre autobus – secondo il consiglio del sito web di ATAC, l’azienda che si occupa dei mezzi pubblici a Roma. Federica mi guarda e mi dice che sarebbe stato meglio prendere il tram 19 che passa a poca distanza da casa mia e poi passa vicino a casa sua. Arriviamo insieme alla fermata del tram solo per vederlo partire. L’autobus numero 3 arriva quasi subito e lo prendiamo. Federica va a lavoro ed io continuo fino a Porta Maggiore dove cambio e prendo il trenino che mi porta a casa. Molto più facile tornare a casa che arrivare stamattina. Mi rendo conto che ho tanto da imparare su come funzionano i mezzi di Roma: devo studiare ed imparare bene! Poi, devo chiedere al mio amico quando sarà la prossima festa!

To get here this morning I took three buses – the advice of the ATAC website, the company which manages the public transport in Rome. Federica looks at me and says that it would have been better to take the number 19 tram which passes close by to my house and to hers. We go together to the tram stop to see it leaving. The number 3 bus arrives soon after and we take it. Federica gets off at work and I continue to Porta Maggiore where I change to take the little train which takes me home. Much easier than this morning. I realise that I have a lot to learn about public transport in Rome: I must study and learn it well! I must also ask my friend when his next party is!

Friday, January 13, 2012

06: Elena Muratore


Elena mi ha invitato ad incontrarla in una pasticceria / gelateria siciliana che si chiama “Ciuri Ciuri” e si trova nella zona Monti in via Leonina. Ci incontriamo lì di fonte verso le 11 e ci sediamo dentro. E’ un posto piccolo ma molto accogliente e siamo quasi le uniche persone a quest’ora in questo lunedì mattina splendente. La cameriera viene a chiederci che cosa vogliamo; chiedo a Elena di consigliarmi qualcosa. Ridendo mi dice “Quanto sono siciliana, guarda dove ti ho portato!” ed è così che scopro che Elena è siciliana. Ordiniamo due caffé e diversi dolci tipici.
 
Elena has invited me to meet her at a Sicilian bakery / ice-cream parlour called “Ciuri Ciuri” which is located in via Leonina, the Monti area of Rome. We meet in front if it at 11 and take a seat inside. It’s a small place but very welcoming and we are almost the only people in there at this hour of a sunny Monday morning. The waitress comes and asks what we want and I ask Elena to recommend something. Laughing she says “Since I am Sicilian, just see where I’ve brought you!” and it was then I discovered that Elena is Sicilian. We order coffee and some typical Sicilian pastries.

Di origine di Siracusa, è arrivata a Roma per studiare raggiungendo il fratello (allora studente di giurisprudenza).  Elena invece ha frequentato il DAMS (Discipline delle Arti della Musica e dello Spettacolo) e si è laureata un paio di anni fa. Sta finendo la sua tesi per laurearsi come specialista in cinema a maggio, spera. Sta scrivendo su Wim Wenders, un regista tedesco che ha girato “Il cielo sopra Berlino” fra tanti altri film. Già prima di trasferirsi, Elena aveva una penfriend a Roma che veniva a trovare spesso, approfittando per assistere a qualche concerto.

Originally from Siracusa, she came to Rome to study, joining her brother (who was a jurisprudence student). Elena chose to study DAMS (A course in Art, Music and Performing Arts) and she graduated a couple of years ago. She is in the process of writing her thesis to graduate in May as a specialist in cinema, she hopes. She is writing about Wim Wenders, a German director who directed “The Sky Above Berlin” amongst many other films. Before coming to Rome, Elena had a pen friend here who she came to visit often, taking advantage of this to go to concerts.

Parliamo un po’ di una differenza che ho notato fra i britannici e gli italiani – il fatto che in Italia parlano sempre del regista del film, mentre in Inghilterra parlano sempre degli attori. "Non è così strano" mi spiega Elena "in Italia siamo cresciuti col peso di grandi registi come Fellini, Antonioni, Bertolucci, a discapito purtroppo degli attori - quindi quando parliamo dei film chiediamo sempre ‘di chi è?’ invece di ‘con chi è?’. In Inghilterra magari vantate più attori famosi, vere e proprie star internazionali.”

We talk a little about one of the differences I’ve noticed between Brits and Italians – the fact that in Italy they always talk about the Director of the film, whereas in Britain we talk about actors. “It’s not so strange,” Elena explains “in Italy we grow up with great directors such as Fellini, Antonioni, and Bertolucci, unfortunately at the expense of the actors – so when we talk about films we always ask ‘who’s it by?’ rather than ‘who’s  in it?’ In Britain, perhaps you have more famous real actors, stars at an international level.”


Mentre studia lavora: “Il mio papà non voleva che lavorassi prima di laurearmi,” mi dice “ma era importante cominciare ad essere indipendente (anche se a fatica). Attualmente mi divido tra progetti indipendenti di teatro e video e un’attività part time presso un caffè letterario.. in entrambe i casi: produzione ed organizzazione.”

While she’s studying she’s also working: “My dad didn’t want me to work before I graduate” she says “but it was important for me to start to be independent (even if it is difficult). Currently I divide my time between independent theatrical projects and videos and a part-time job at a literary bar... in both cases: production and organisation.


Uno dei progetti cui ha partecipato ultimamente la vedeva come produttore esecutivo sul set del video “La mia professoressa di italiano” della cantautrice romana Ilenia Volpe. Le confesso di essersi rivelata molto professionale ai miei occhi, organizzando tutto in modo tranquillo ma con fermezza. “Non sono un’artista. Non ho dei talenti particolari” mi dice “ma mi piace tanto fare questo lavoro.” Le dico che sicuramente è un talento fare un lavoro come quello che ho visto sul set di Ilenia. Non ci sono tante persone che possono gestire la gente. “In realtà sono un piuttosto timida” mi dice e scopriamo che siamo simili in questo aspetto, che preferiamo parlare a tu per tu. Mentre in gruppo tendiamo a restare in silenzio.

One of the projects in which she participated recently was as executive producer on the set of the video “La mia professoressa di italiano” (“My Italian teacher” by the Roman singer songwriter Ilenia Volpe. I tell her that in my opinion she was very professional, organising everything quietly but firmly. “I’m not an artist. I don’t have any special talents,” she says “but I like doing this type of work.” I tell her that it really is a talent to be able to work as I saw her on Ilenia’s video set. There are not many people who can manage others. “Really I’m rather shy” she says and we discover that we are similar in this respect, that we prefer to talk one on one whereas in groups we have a tendency to remain silent.

“Lavorare accanto ad un regista ti da tanto” dice “ma allo stesso tempo il suo essere geniale può diventare problematico da gestire. Metto al servizio degli artisti la lucidità e l’obiettività utili per fare, a volte, delle scelte. Sono un po’ come il Mago di Oz che, da dietro le quinte, organizza tutto senza farsi scoprire”. Suggerisco che è lei che rende concreti i sogni degli altri... e ride (smentendomi), come ha fatto anche prima, un riso che viene naturalmente, come la musica.

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a part time lover and a full time friend
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“Working alongside a director gives you a lot,” she says “but at the same time as being ingenious they can be difficult to manage. I provide artists with the clarity and objectivity sometimes needed to make choices. I’m a little bit like the Wizard of Oz, who behind the scenes organises everything without being seen.” I suggest that it is she who gives substance to others' dreams… she laughs (denying it),  a laugh which just as before, comes naturally like music.

Ha una citazione sul suo profilo di Facebook: a part time lover and a full time friend. “L’ho rubato da un film che si chiama Juno,” mi dice, “credo che l’amicizia sia una costante nella vita, mentre l’amore può essere molto variabile. L’amicizia è molto importante per me, sono fortunata ad avere una “seconda famiglia” a Roma – quando siamo in difficoltà possiamo contare gli uni sugli altri, a qualsiasi ora. Per questo sono un’amica full time.” Parliamo anche un po’ di amore, ma non ne parlerò qui. Mi confessa: “Non volevo parlare di amore, ma mi hai messo a mio agio” – sono contento che ho fatto il mio “lavoro” bene!

She has a quote on her Facebook profile: a part time lover and a full time friend. “I stole it from a film called Juno,” she says “I believe that friendship is a constant in life while love can be more variable. Friendship is very important to me and I’m very lucky to have a “second family” here in Rome – when we have difficulties we can contact each other whenever. This is why I am a full time friend.” We also talk about love, but I won’t talk about that here. “I didn’t want to talk about love, but you’ve put me at my ease” she confesses – I’m glad that I have done my “job” well!

Alla fine, Elena mi offre la colazione (“sei mio ospite!”). Questo posto lo consiglio a tutti, sia per i prezzi onesti che per i dolci che producono.. davvero deliziosi e incantevoli! Ho un appuntamento fra due ore e non ha senso tornare a casa subito. Elena anche non ha fretta e camminiamo un po’ nelle bellissime strade di Monti. Anche come Stella l’altro giorno è una zona che ama Elena: “Quando mi hai proposto la colazione insieme” mi dice “sapevo subito che volevo portati qui.” Poi mi spiega che “Ciuri ciuri” significa “Fiori fiori” in italiano e viene da una canzone famosa in Sicilia che parla di un amore finito e di una ragazza che vuole ridare tutti i fiori che ha ricevuto indietro.”  Ci salutiamo all’entrata della metro e mi abbraccia forte dicendo che spera che questa sia l’inizio di un'amicizia. Direi che non lo spero, lo so.

At the end, Elena offers me breakfast (“you’re my guest!”). I recommend this place to everyone, both for the honest prices and for the incredible delicious pastries.! I have another appointment in two hours and it doesn’t make sense for me to return home first. Elena isn’t in a hurry either so we go for a little walk in the beautiful streets of Monti. Just like Stella the other day, Elena loves this area: “When you suggested breakfast together” she says “I knew immediately that I had to bring you here.” She then tells me that “Ciuri ciuri” literally means “Flowers flowers” and comes from a famous Sicilian song about the end of love and a girl who wants to give back all the flowers she received.” We say our goodbyes at the entrance to the metro and she gives me a big hug saying she hopes this will be the beginning of a friendship. I would say I don’t hope, I know.

Thursday, January 12, 2012

05: Ajae Gatpandan



All’inizio di ottobre 2011 ho partecipato al fotowalk modiale 2012. A Roma eravamo più o meno in 30 di tante diverse nazionalità ma c’era un gruppo di filippini che all’inizio pensavo fossero dei touristi. Alla fine del fotowalk siamo andati in un pub dove ho parlato con alcuni di loro scoprendo che fanno parte del Pinoy Photographers Club in Rome che conta oltre 300 membri e che ci sono 30.000 filippini a Roma. Dopo questo primo incontro ci siamo ritrovati (inevitabilmente) su Facebook, stringendo amicizia con altri membri del PPCR. Uno di questi è Ajae che a voltefa  anche la modella. Non ha partecipato al fotowalk ed ora non ci ricordiamo se è stata lei ad aggiungermi su Facebook os e l’ho fatto io ... ma non è molto importante. Ora abbiamo finalmente l’opportunità a conoscerci di persona.

At the beginning of October 2011 I took part in the world photowalk 2012. There were around 30 of us in Rome from many different nationalities but there was a group of Filipinos that at first I thought were tourists. At the end of the photowalk we went to a pub where I spoke to some of them and found out that they are part of the Pinoy Photographers Club in Rome which has over 300 members, and that there are around 30,000 Filipinos in Rome. After this first meeting we found each other (inevitable) on Facebook, and made friends with other members of the PPCR. Ajae is one of the members and sometimes models. She didn’t take part in the photowalk and now neither of us can remember who requested friendship on Facebook. It’s not very important. Now we finally have the opportunity to meet each other in person.
 
Sa simula ng Oktubre 2011, ako ay naging bahagi ng World Photowalk 2012. Humigit kumulang 30 katao mula sa Roma ang sumali na nilahukan ng iba’t ibang lahi ngunit may isang grupo ng mga Filipino na sa unang akala ko ay mga turista lamang. Pagkatapos ng photowalk, kami ay nagpunta sa isang pub kung saan nakausap ko ang  ilan sa kanila at napag-alamang sila ay miyembro ng Pinoy Photographers Club in Rome na may higit sa 300 na miyembro, at may  30,000 Filipino ang nasa Roma. Pagkatapos ng photowalk, hinde naming naiwasang  magkitakita sa Facebook, at pati ang ilang miyembro ng PPCR ay naging kaibigan ko na din sa Facebook. Si Ajae ay kasali sa kanila na paminsan minsan ay modelo sa mga shoot. Hinde siya kasama sa World Wide Photowalk at wala sa aming dalawa ang nakakaalala kung sino ang nagbigay ng paanyaya para maging magkaibigan sa Facebook. At hinde na rin naman yun importante. Ang pagiging magkaibigan namin ay nagsimula sa Facebook at ngayon ay may opurtunidad na kaming magkita sa personal.

Ci incontriamo alla stazione vicino all’albero di Natale e poi ci spostiamo in un bar li vicino. Il bar non ha importantza (a parte che alla fine risulterà costoso) – visto che Ajae non ci va per prendere il caffé: “Lavoro in un albergo e lo prendo sempre li,” mi spiega.

We meet at the station near to the Christmas tree and then go to a bar nearby. The bar isn’t important (apart from it being expensive) – Ajae doesn’t go to bars for coffee: “I work in a hotel and always have coffee there,” she explains.

Kami ay nagkita sa may istasyon malapit sa Christmas tree at nagtungo kami sa isang malapit na bar. Hinde na rin naman importante kung saang bar (hinde lang dahil mahal dun) dahil hinde naman pumupunta si Ajae sa bar para magkape; “ Maraming kape sa hotel na pinagtratrabahuhan ko.” sabi niya.

Ajae, la più piccola di cinque fratelli, è nata a Batangas, a un’ ora e mezza di distanza da Manila, nelle filippine. Quando aveva solo un anno I suoi genetori hanno deciso trasferersi a Roma per cercare lavoro e per guadagnare un po’ soldi da offrire ai loro figli per un futuro più sicuro. Sono arrivati quie da soli lasciando i loro figli ai nonni. “E’ stata una decisione molto doloroso per loro,” dice, “e hanno sempre desiderato che anche noi venissimo a vivere a Roma. Dopo un anno sono tornati, avendo solo due anni, non ricordavo neanche che fossero  e sia io che i miei fratelli volevamo restare con i nonni. Alla fine hanno capito che la decisione migliore era lasciarci lì e sono tornati di nuovo a Roma.” Da quel momento, li ha rivisti solo quando sono tornati nelle filippine, fino a quando a 16 anni ha deciso è venuta a vivere a Roma.

Ajae, the youngest of five siblings, was born in Batangas, an hour and a half away from Manilla in the Philippines. When she was only one year old, her parents decided to come to Rome to look for work and to earn money to offer their children a more secure future. They came alone leaving their children with their grandparents. “It was a very painful decision for them” she says “and they always had the intention that we would also live in Rome. They returned after a year when I was two years old, I didn’t know my parents and wanted to stay with my grandparents and my brothers and sisters also wanted to stay. In the end they decided that it would be better to leave us there and returned to Rome again.” Then, even if she saw her parents when they returned to the Philippines, it wouldn’t be until she was 16 that she came to live in Rome.

Ipinanganak si Ajae bilang bunso sa limang magkakapatid, sa Batangas na may layong isang oras at kalahati mula sa Maynila. Noong siya ay isang taon lamang, pumunta ang kanyang mga magulang sa Roma para maghanap ng trabaho at makapag-impok ng pera para sa kinabukasan ng kanilang mga anak. Nang sila ay umalis, naiwan ang limang magkakapatid sa kanilang lolo’t lola. “Isa iyong napakasakit na desisyon para sa kanila” sabi ni Ajae “pero sa simula’t simula pa lang ay plano nilang manirahan kami sa Roma. Bumalik sila pagkatapos ng isang taon, dalawang taon pa lang ako ngunit hinde ko sila kilala at gusto ko manatili sa aking mga lolo’t lola gaya ng aking mga kapatid. Nagdesisyon ang aking mga magulang na mas mabuting iwan muna kami at sila ay bumalik sa Roma.” At kahit nakikita nya ang kanyang mga magulang sa malimit nilang pagbabalikbayan, inabot siya ng 16 anyos bago pumayag manirahan sa Roma.

“Dovevo rifare la scuola media” mi dice “ed all’inizio è stato molto difficile perché non sapevo neanche una parola di italiano. Ricordo che una volta, durane una lezione, l’insegnante stava parlando di parassiti e chiese alla classe che cosa fossero. Io lo sapevo ed avrei voluto rispondere ma non riuscii a trovare le parole in italiano.” Finita la scuola media avrei voluto fare informatica ma per motivi amministrativi avrei dovuto aspettare un anno. “Così ho trovato lavoro come babysitter e poi come cameriera per un paio di mesi,” dice “successivamente mi hanno chiesto a fare la receptionist. Così non sono più tornata a scuola.”

“I had to redo middle school,” she says “and at the beginning it was really hard because I didn’t know a word of Italian. I remember that there was a lesson in which the teacher was talking about parasites and had asked the class what they were. I knew what they were and wanted to tell her but I didn’t know the words in Italian.” After middle school she wanted to study information technology but for administrative reasons she had to wait for a year. “I found work as a babysitter and then as a chamber maid for a couple of months” she says “and then they asked me to be a receptionist. I didn’t return to school.”

“Kailangan kong ulitin ang high school.” Sabi ni Ajae “at napakahirap sa simula dahil wala akong alam na salita sa Italian. Natatandaan ko nung may leksyon kami tungkol sa parasites at nagtanong ang guro kung ano ang mga iyon. Alam ko ang mga iyon at gusto kong sumagot ngunit hinde ko alam kung papaano koi yon sasabihin sa Italiano.” Pagkatapos ng highschool, ginusto niyang mag-aral ng infortion technology ngunit sa kadahilanang administrative kinailangan niyang maghintay ng isa pang taon. “Nakahanap ako ng trabaho bilang babysitter tapos nagging chambermaid din ako ng ilang buwan” sabi niya “at kinalaunan ay ginawa nila akong receptionist. Hinde na ako bumalik sa eskwelahan.”

Otto anni fa, nelle Filippine, iniziava a frequentare il suo ragazzo che conosceva da quando erano piccoli. Lui è ancora li e non è mai stato in Italia. “Ci vediamo solo una volta all’anno, a febbraio,” dice “è dura ma stiamo costruendo il nostro futuro insieme. Abbiamo un’azienda di computer nelle filippine e quando tonrenrò li a febbraio inaugureremo il nostro primo ristorante. Mia mamma è tornata per lavorare insieme a lui nel ristorante. Lui mi ha spronato molto: ero la tipica ragazza che pensava solo alle scarpe, ai vestiti, alle borse e mi ha aiutato a cambiare ed ora sono molto ambiziosa.”

She started going out with her boyfriend eight years ago in the Philippines but they had known each other since they were young. He is still there and has never been to Italy. “We see each other only once a year in February” she says “it’s hard but we are building our future together. We have a computer business in the Philippines and there will be the inauguration of our first restaurant when I return in February. My mum has returned to work with him in the restaurant. He has pushed me a lot: I was a typical girly girl and though only about shoes, clothes and handbags but he helped me to change and now I am very ambitious.”

Siya ay may kasintahan nang may 8 taon na sa Pilipinas pero magkakilala na sila noong sila ay mga bata pa lamang. Andun pa rin siya at hinde pa nakakapunta ng Italya. “Nagkikita kami tuwing umuuwi ako ng Pebrero taon taon.” Sabi nya “mahirap pero binubuo na namin ang aming kinabukasan. May computer business na kami sa Pilipinas at malapit na rin ang pagbubukas ng aming unang restaurant pag-uwi ko ngayong Pebrero. Nagbalik trabaho ang aking nanay kasama siya sa pagmamanage n gaming restaurant. Tinulungan niya akong mag-impok: ako kasi yung typical na babae na mahilig sa sapatos, damit at bags pero nakumbinsi nya akong magbago at ngayon ako ay marunong na sa buhay.”
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Qui siamo tutti liberi: puoi fare tutto ciò che vuoi.
In Rome we are all free: you can do everything you want.
Sa Roma, lahat tayo ay malaya: pwede mong gawin ang  lahat ng gusto mong gawin.
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Sono 11 anni che Ajae vive a Roma e le piace: “Qui siamo tutti liberi,” dice, “puoi fare tutto ciò che vuoi. E’ una città piena di opportunità  ed è abbastanza facile trovare lavoro. Non si deve perdere tempo, però. Non c’è un’altra città nel mondo dove vorrei vivere fuori dalle filippine.” Continua dicendo che la gente a Roma è amichevole e non ha mai avuto dei problemi di razzismo: “mi hanno sempre trattato bene” mi dice, “credo che dovremmo trattare gli altri come vogliamo essere trattati noi.”

Ajae has lived in Rome for 11 year and she likes it: “In Rome we are all free,” she says, “you can do everything you want. It’s a city fully of opportunity and it’s relatively easy to find work. However, you shouldn’t waste time. There’s no other city in the world where I’d want to live outside the Philippines.”  She continues saying that the people in Rome are friendly and that she’s never had any problems with racism: “I’ve always been treated well” she says, “I believe that we should treat others how we want to be treated.”

Labing-isang taon nang naninirahan si Ajae sa Roma at gustong gusto naman niya: “ Sa Roma, lahat tayo ay malaya,”sabi niya,”pwede mong gawin ang lahat ng gusto mong gawin. Napakaraming opurtunidad para magkatrabaho at madali ring makahanap sa siyudad na to. Pero, dapat hinde ka nag-aaksaya ng panahon. Walang ibang lugar ang gugustuhin kong manirahan sa labas ng Pilipinas kung hinde ditto lamang.” Sabi din niya na ang tao sa Roma ay palakaibigan at wala siyang nagging problema tungkol sa racism: “Ako ay trinato nilang mahusay” sabi niya,”Naniniwala ako na itrato natin ang iba kung paano mo gustong tratuhin ka ng iba.”

Come ho già detto, è un membro del PPCR. Mi spiega che è un club di giovani ed è nato dall’idea di un prete filipino che sta qui a Roma. Le piace anche fare “food tripping” che mi spiega consiste nell’andare in diversi ristoranti per assaggiare cucine differenti.

As I have already said, she’s a member of the PPCR. She explains that it’s a club for young people and was the idea of a Filipino priest here in Rome. She also like “food tripping” which she explains is the activity of going to different restaurants to try different cuisines.


Gaya ng aking sabi, miyembro siya ng PPCR. Sabi niya, ang club na ito ay para sa mga kabataan at pinasimulan ng isang paring Pilipino ditto sa Roma. Gustong gusto rin niyang mag-‘food trip’ kung saan pumupumunta sa mga iba’t ibang restaurant para mag-try ng iba’t ibang putahe.

“Oltre ai miei nonni (e forse al cibo filippino) non mi manca niente” mi dice alla fine della colazione “faccio ciò che voglio e trovo sempre il tempo per farlo.” Mi sembra una bellissima filosofia di vita. Ammiro molto Ajae per il suo atteggiamento e la sua ambizione e penso che dovrei vincere la mia pigrizia e cercare di essere simile a lei.

“Other than my grandparents (and perhaps Filipino food) I don’t miss anything” she says as we finish breakfast “I do things I want to do and when there’s something I want to do, I always find the time to do it.” This seems like a great philosophy for life to me. I admire Ajae a lot for her attitude and her ambition and I think I should overcome my laziness and try to be more like her.

“Tanging ang aking lolo’t lola (at siguro ung Filipino na pagkain) ang aking namimiss” sabi niya sa pagtatapos n gaming almusal, “Ginagawa ko ang mga bagay na gusto ko gawin at kung may bagay akong gagawin, sinisigurado kong binibigya ko un ng sapat na oras upang aking matapos.” Mukhang maganda ang pilosopiyang ito para sa akin. Hinahangaan ko si Ajae sa kanyang attitude at sa kanyang ambisyon at sa tingin ko, kelangan kong tigilan na ang pagiging tamad at magsimulang maging tulad niya.

Monday, January 09, 2012

04: Cristina Lauretti




Sono in ritardo, ma non è colpa mia. Trenino che non viene quando doveva e poi la metro che mi dice che devo aspettare, prima un minuto e poi tre minuti. ‘Sti mezzi! Alla fine arrivo con soli 10 minuti di ritardo (accetabile in italia, no?) di fronte a Pompi, un bar storico che è “parte integrante della vita quotidiana della zona e non solo..” mi dice Cristina, la mia compagna per colazione di oggi.

I’m late, but it’s not my fault. The little train doesn’t come when it’s supposed to, then the metro first tells me I have to wait for a minute, then for three. This public transport! In the end, I arrive only 10 minutes late (quite acceptable in Italy, isn’t it?) in front of Pompi, an historic bar that is “an integral part of daily life in the zone, and not just that…” says Cristina, my companion for breakfast for today.



Ci siamo incontrati prima di oggi solo una volta, io come suo allievo. Fa parte di un gruppo di insegnanti di italiano, la cui associazione si chiama Passaparola. “Un po’ più di un anno fa ho messo un annuncio su internet offrendo lezioni d’italiano a stranieri” mi dice “e una persona mi ha contatto dicendo che stava cercando altre persone nel campo, per creare qualcosa. Ci siamo incontrati con gli altri quattro che oggi fanno parte di Passaparola e c’è stata come una calamita fra di noi. Abbiamo parlato per un po’ di mesi e l’anno scorso abbiamo iniziato a lavorare insieme. Ora facciamo lezioni di italiano a stranieri ogni martedi al Beba do Samba a San Lorenzo.”

We’ve met only once before today, me as her student. She is part of a group of Italian teachers who have an association called Passaparola (Word of Mouth). “A little more than a year ago I placed an ad on the internet offering Italian lessons to foreigners” she tells me “and a person contacted me saying that she was looking for other people in the same field to create something together. We met with the other four who are now part of Passaparola and it was like there was a magnet between us. We spoke for a few months and last year we started to work together. Now we give Italian lessons to foreigners every Tuesday at Beba do Samba in San Lorenzo.”

Non ha sempre fatto l’insegnante d’italiano. Prima lavorava nel campo dei eventi come organizzatrice. “E’ un mondo difficile” mi dice “e dovevo cambiare la direzione della mia vita. Sono stata a Bristol in Inghilterra tre anni fa per un corso d’inglese e mi sono resa conto che mi sarebbe piaciuto fare l’insegnante. Quando sono tornata ho iniziato a studiare di notte mentre continuavo a lavorare. È stato un periodo duro ma ora sono molto soddisfatta. ” Bristol non era la sua prima esperienza in inghilterra. Dopo essersi laureata ha passato sei mesi a Londra. Ha lavorato come cameriera per un periodo e poi al telefono come centralinista mentre studiava inglese in una scuola di lingua. Quando è tornata da Londra non era così convinta della scelta presa e.. magari un giorno ci tornerà per un po'. Fra poco va negli Stati Uniti per almeno tre mesi per lavorare come insegnante d'italiano a Washington DC dove ha dei parenti.

She hasn’t always been an Italian teacher. She worked before in events as an event organiser. “It’s a difficult work,” she says “and I needed to change direction in life. I want to Bristol three years ago to study English and I realised that I would like to be a teacher. When I returned I started to study in the evenings while I continued to work. It was a difficult period but now I’m really happy.” Bristol wasn’t her first experience of Britain. After she had graduated she spent six months in London. She worked first as a waitress and then for a while as a telephonist while she was studying English at a language school. When she returned from London she wasn’t convinced it was the right choice... perhaps one day she’ll return there for a while. Soon she will be going to the United States for at least three months to work as an Italian teacher in Washington DC where she has relatives. 

Ho visto dei quadri bellissimi di Cristina e voglio saperne di più. “Non dipingo da più di un anno” mi dice “e neanche faccio foto. Ora ho solo tre dei miei quadri a casa, ho dato gli altri ai miei amici.” Poi, continua dicendo che ha l’arte nel sangue, suo zio, Alfredo Silvaggi era un vero artista.  Non aveva mai niente. Anche lui regalava i suoi quadri agli altri. “Una volta face una mostra” Cristina mi spiega, “e c’era una donna che entrò e si fermò di fronte un suo quadro. Dopo un po’ iniziò a piangere. Mio zio le chiese il motivo del suo pianto e lei rispose singhiozzando che era rimasta affascinata da quel quadro ma che non aveva neanche un soldo per comprarlo. Mio zio prese il quadro e lo diede subito alla donna. Sono un po’ come lui con i miei quadri.” Cristina mi spiega che trova più soddisfazione a fare i quadri perché sono ‘da costruire’ piano piano.. la fotografia digitale forse è troppo ‘istantanea’ – le dico che secondo me la fotografia, e forse l’arte in generale è sottovaluata e lei è d’accordo.

I’ve seen some beautiful paintings by Cristina and I want to know more about them. “I haven’t painted for more than a year,” she says “nor have I taken photos. Now I only have three of my paintings at home: I’ve given the others to my friends.” She then tells me that she has art in her blood: her uncle, Alfredo Silvaggi was a real artist. “Once he had an exhibition,” Cristina explains, “and there was this woman who came in and stopped in front of one of his paintings. After a while she started to cry. My uncle asked her why she was crying and she sighed and told him that she was fascinated by the painting but didn’t have any money with which to buy it. My uncle took the painting off the wall and gave it to the woman. I’m a little like him with my paintings.” Cristina tells me that she gets more satisfaction from painting because a painting has to be “constructed” little by little... digital photography is perhaps too “instant” – I say that in my opinion photography, and perhaps art in general is undervalued and she agrees.

Durante il nostro primo incontro Cristina mi chiese il mio segno zodiacale che è leone e poi mi disse che “I cari leoni sono dei bravi papà.” Quindi questa volta le chiedo cosa pensa dell’astrologia: “A dire il vero, è un gioco. Credo tuttavia, ci siano delle caratteristiche comuni ai diversi segni. Seguo l’oroscopo di Rob Brazney che scrive nel giornale L’Internazionale. Scrive cose interessanti. Anche se fosse solo un gioco comunque credo che siamo tutti influenzati dai movimenti del nostro universo.” Personalmente non credo nelle cose scritte dagli astrologi e neanche nel destino ma il magnetismo è una delle regole dell’ universo e sono sicuro che io e Cristina ci vedremo di nuovo, anche presto.

During our first meeting Cristina asked me my star sign, which is Leo, and then told me that “Leos make good dads.” So this time I asked her what she thinks about astrology: “To tell the truth, it’s a game. I do believe that there are common characteristics for each sign though. I follow the horoscopes by Rob Brazney who writes for the Internazionale. He writes interesting things. Even if it is only a game I believe that we are all influenced by the movements of our universe.” Personally, I don’t believe in what astrologers write and neither do I believe in destiny, but magnetism is one of the rules of the universe and I’m sure that Cristina and I will see each other again quite soon.

Sunday, January 08, 2012

03: Stella Ziggiotti



E’ da un po’ che provo ad organizzare un incontro con Stella. Ci siamo conosciuti l’anno scorso tramite Google+. Stella ricorda di avermi trovato quando ha visto un foto di Oz, uno dei miei gatti, poi mi ha aggiunto anche su Facebook. Comunque, a parte altre cose, volevamo andare ad un aperitivo vegano a San Lorenzo ma per un motivo o un altro in quattro mesi non ci siamo riusciti.

I’ve been trying to arrange a meeting with Stella for a while now. We met last year on Google+. Stella remembers finding me when she saw a photo of Oz, one of my cats, and then she also added me on Facebook. Anyway, apart from other things, we wanted to go to a vegan aperitivo in San Lornezo but for one reason or another in four months we have never managed to do so.

Oggi, invece, ci incontriamo a La Bottega del Caffé in Piazza Madonna dei Monti. Il bar si trova in una piccola piazza con fontana, carina e tranquilla. Ha scelto questo bar perché ama la zona e i suoi piccoli negozi, quasi tutti a gestione famigliare. E’ una zona dove si trovano ancora veri romani e pochi turisti, anche se è vicino al Colosseo. Il bar ha dei posti coperti fuori, ci sediamo e ordiniamo un succo d'arancia per Stella, un caffè per me e un cornetto integrale a testa. Come nelle due interviste precedenti parliamo prima di Roma. Anche Stella trova il traffico fastidioso e i mezzi pubblici insoddisfacenti. Non le piace neanche l’atteggiamento romano, sebbene lo sia anche lei, di rimandare le cose a domani invece di farle oggi. Al di la' di queste cose comunque le piace Roma: "i romani sono aperti e amichevoli" mi spiega “e poi, a volte mi piace far finta che sia una turista, andare in giro e vedere Roma con occhi diversi, nuovi.” Fra poco, però, per motivi lavorativi, lascerà la sua città natale: va a vivere a Milano. Lavora nel mondo televisivo e ci saranno più opportunità di crescere professionalmente a Milano. “E’ una città un po’ grigia" mi dice, “magari vivrò li solo per un paio di anni.”

Today, we have arranged to meet at La Bottega del Caffé in Piazza Madonna dei Monti. The bar is located in a little square with a fountain, quaint and tranquil. She chose this bar because she loves the neighbourhood and its small shops, almost all family run. It’s an area where you can still find real Romans and only a few tourists in spite of being close to the Coloseum. The bar has some tables outside, we sit down and order a fresh orange juice for Stella, a coffee for me and a wholemeal croissants each. Just as with the previous interviews we first talk about Rome. Stella also finds the traffic irritating and public transport unsatisfactory. She also doesn’t like the Roman attitude, even if she too is like this, of leaving things for tomorrow instead of doing them today. In spite of this she likes Rome: “Romans are open and friendly” she explains, “and sometimes I like to pretend to be a tourist and go around looking at Rome with new eyes.” Soon, however, for work reasons she is leaving her home town: she is going to live in Milan. She works in the world of television and there are more opportunities to further her career in Milan. “It’s a little gray as a city” she says “perhaps I’ll live there only for a couple of years.”

Parliamo dei suoi interessi: “Probabilmente ho ne troppi” mi dice ridendo “e non trovo il tempo per fare tutto.” L'Ashtanga yoga è una parte importante della sua vita da almeno dieci anni. Ha già viaggiato molto per lo yoga, Londra, stati uniti, nord Europa, però vorrebbe andare in India, passare un paio di mesi studiando yoga ma anche visitandone la bellezza.  Il vegetarianismo ha seguito lo yoga naturalamente, ma non da subito. “Alcun persone con cui faccevo yoga non capivano come potessi fare praticare e poi mangiare un panino con prosciutto “ mi dice “piano piano, mi sono resa conto che non volevo mangiare più carne, e' stato graduale e 4 anni fa ho smesso completamente di mangiare animali.” Oggi è vegana a casa e vegetariana fuori di casa, come me. Mi dice che non è così difficile essere vegetariana in italia, ci sono tanti piatti vegetariani. Poi, per lei non è neanche difficile essere vegana perché ha sempre avuto un'intolleranza ai latticini da quando era piccola. Le dico che prima di  andare in Sicilia per la prima volta, un paio di anni fa, la mia ospite mi ha chiesto: “Ma non mangi neanche pesce?” e ovviamente la mia risposta è stata "No”... poi mi ha guardato perplessa e mi ha detto “Non so che cosa potremo darti a mangiare.” Invece, ho mangiato molto bene... probabilmente il miglior cibo mangiato in italia.

We talk a bit about her interests: “I probably have too many” she says laughing “and I don’t have time to do everything.” Ashtanga yoga has been an important part of her life for at least ten years. She has already travelled many times for yoga to London, the USA and the north of Europe, but she would like to go to India for a couple of months to study yoga and to see its beauty. Vegetarianism followed on from yoga naturally, but not immediately. “Some people who I did yoga with didn’t understand how I could do yoga and then eat a panino with ham” she says “but slowly, I realised that I no longer wanted to eat meat, it was a gradual process, and four years ago I stopped eating animals completely.” Today she is vegan at home and vegetarian out of home, like me. She says that it’s not so hard for her to be vegan because she’s been lactose intolerant since she was young. I tell her that before I want to Sicily for the first time a couple of years ago, my host asked me: “Do you not even eat fish?” and obviously I answered “No”… she then looked at me puzzled and said “I don’t know what we will be able to give you to eat.” However, I ate very well indeed … perhaps even the best food I have eaten in Italy.

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Purtroppo oggi tutti sono fotografi, o almeno pensano di esserlo.
Unfortunately these days everyone is a photographer, or thinks so.
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La fotografia è un'altra sua passione. “Ho iniziato a passare tempo in camera oscura quando avevo 8 anni” mi dice “però oggi uso esclusivamente il digitale. Purtroppo oggi tutti sono fotografi, o almeno pensano di esserlo" si lamenta. E su questo mi trova molto d'accordo. L'arrampicata e lo Snowboarding sono altri due hobbies che ama, ma mi dice di non riuscire a praticarli da un po'.

Photography is another passion. “I started passing time in the dark room when I was 8” she says “but today I only use digital. Unfortunately these days everyone is a photographer, or thinks so” she complains. I completely agree with her. Climbing and snowboarding are two other hobbies she loves but she tells me that it’s been a while since she did either.

Alla fine parliamo della musica, sopratutto quella underground. “Purtroppo” mi dice, “ci sono tante persone con un mentalità un po’ chiusa che non riescono ad apprezzare e godersi diversi generi musicali – se ti piace il rock, sembra tu debba ascoltare solo rock.” La invito ad un concerto di Giorgio Canali a Le Mura la prossima serata e mi dice che se riesce passa volentieri. "L'ho ascoltato molti anni fa, non era ben conosciuto" continua "invece in questi giorni tutti parlano di lui e tutti vogliano vederlo."

Finally we talk about music, especially underground music. “Unfortunately” she says, “there are many close-minded people who are unable to appreciate and enjoy different types of music – if you like rock, it seems you have to listen only to rock.” I invite her to a Giorgio Canali gig that’s taking place the next day and she says she will be pleased to come if she can. “I listened to him many years ago, when he was not well known” she continues “however nowadays everyone talks about him and wants to see him.”

Quando partiamo, non posso non pensare che sia un peccato non essersi riusciti ad incontrare l’anno scorso, in ogni caso oggi giorno siamo fortunati perché la tecnologia ci permette non solo di trovare nuovi amici ma anche rimanerci facilmente in contatto.

When we part, I cannot help but think that it’s a shame we didn’t manage to meet up last year, but in any case we are lucky because technology not only allows us to make new friends but to keep in contact easily.

Thursday, January 05, 2012

02: Barbara Giannantoni



Quando arrivo fuori della stazione di Policlinico (metro B) non vedo subito Barbara, ma mi giro e la prima cosa che vedo sono i suoi occhi scintillanti e il suo sorriso splendente. Io e Barbara ci siamo conosciuti l’anno scorso, ci siamo visti solo una volta ad un evento di  beneficenza per la rivista Confronti e ci siamo detti  soltanto “ciao”, però dopo ci siamo scambiati un po’ di messaggi su Facebook. Camminiamo fino ad un bar lì vicino che si chiama “Abitudini e Follie” e Barbara mi dice che questo nome si adatta bene  anche a lei.  E’ molto carino questo bar  – un ambiente molto accogliente e luminoso. Anche quando la cameriera copia il mio accento non mi dispiace per niente.

When I arrive in front of the Policlinico metro station I don’t see Barbara immediately, but I turn around and the first things I see are her sparkling eyes and radiant smile. Barbara and I met last year, we’ve seen each other only once before at a charity event for the magazine Confronti and then we only said “Hi”, but since then we’ve exchanged a few messages on Facebook. We walk to a bar nearby called “Habits and Follies” and Barbara tells me that this name is well-suited to her too. It’s a very nice bar - welcoming atmosphere and luminous. Even when the waitress copies my accent I really don’t mind at all.

Barbara è Romana e vive ora con sua sorella vicinissimo a questo bar. All’ inizio parliamo di Roma e dei suoi problemi... il traffico e la burocrazia... e poi parliamo di lavoro e della crisi che c’è in Italia. Barbara si è laureata  lo scorso novembre in Dietistica: “E’ difficile trovare un lavoro in questi giorni per i nuovi laureati” mi dice però “sono stata fortunata  a trovare lavoro come dietista  presso  lo studio di un cardiologo, da libero professionista.  Inizio la settimana prossima.”

Barbara is from Rome and now lives with her sister close to this bar. At the start we talk about Rome and her problems... traffic and bureaucracy... and then we talk about work and the crisis in Italy. Barbara graduated last November as a dietician: “It’s difficult for new graduates to find a job these days,” she says but “I’m fortunate to have found work as a self-employed dietician in a cardiologist’s clinic. I start next week.”

All’ evento di beneficenza, Barbara era una delle ballerine che facevano la danza del ventre. Ha iniziato a studiare questo tipo di danza nel 2005, però in soli sei anni ha vinto, con un piccolo gruppo di altre ballerine che insieme si chiamano “Le Charming Chattes”, la medaglia d'oro nella categoria Tribal Fusion Small Group  e la medaglia d'oro nella categoria Bellydance Show Small Group alla World Dance Championship 2011 Italy organizzata dall'International Dance Federation. “Mi fa molto piacere ballare con le altre per uno spettacolo” mi dice. In Italia non ci sono molte certificazioni per questo tipo di danza: “Quest’anno vorrei andare negli Stati Uniti per seguire un corso” mi spiega, “anche se queste certificazioni  non sono indispensabili in Italia, per me è importante.” 

At the charity event, Barbara was one of the belly dancers. She started to study this type of dancing in 2005, but after only six years, with a small group of other dancers called “Le Charming Chattes”, she won the gold medal in the Tribal Fusion Small Group category and the gold medal in the Belly dance Show Small Group category at the World Dance Championship 2011 Italy organised by the International Dance Federation. “I really enjoy dancing with others for a show” she says. In Italy there are not many qualifications for this type of dance: “This year I’d like to go the US to do a course, “she explains, “even if these qualifications are not indispensible in Italy, it’s important to me.”

E’ anche una cantante, e fra poco parteciperà ad una serata di musica in cui si esibirà insieme ad altri artisti. Ha iniziato a prendere lezioni  nel 2008 ed ultimamente la sua insegnante di canto l’ha spinta a scrivere un brano suo. E’ un brano nato da una sua esperienza e parla di amore-odio. Parliamo un po’ di queste cose e riflettiamo sul fatto  che forse gli artisti che scrivono bene prendano sempre spunto dalle esperienze personali e dolorose –  ma speriamo che non sia sempre cosi. 

She’s also a singer, and soon she’ll be participating in a musical evening where she’ll be performing with other artists. She started taking lessons in 2008 and recently her teacher has pushed her to write a song of her own. It’s a song based on her own experience about love and hate. We talk about this for a while and reflect on the fact that probably artists who write well draw from their own personal painful experiences – we have to hope it’s not always the case.

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La danza è una compagna ingrata perché se tu la lasci, lei ti lascia.
Dance is an ungrateful companion because if you leave her, she’ll leave you.
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Parliamo anche delle lingue:  “Le lingue sono come la danza” mi dice, “il mio maestro ci ricorda sempre:
 La danza è una compagna ingrata perché se tu la lasci, lei ti lascia.” Sono d’accordo, infatti tanti miei studenti che hanno studiato in passato e poi non hanno più usato l’inglese, hanno dimenticato quasi tutto. Sono sicuro che anch’io, se un giorno non vivrò più in Italia e non continuerò a parlare con gli italiani, perderò tutto quello che ho imparato. “Faccio tanti errori,” le dico “con le preposizioni, gli articoli, ma sopratutto con il congiuntivo.” Mi spiega che anche tanti italiani non usano il congiuntivo nel parlato quotidiano e che spesso neanche in tv lo usano correttamente – una cosa che per lei è anche fastidiosa.

We also talk about languages: “Languages are like dancing” she says, “my teacher always reminds me: Dance is an ungrateful companion because if you leave her, she’ll leave you.” I agree. Indeed, many of my students who have studied in the past and no longer use their English have forgotten almost everything. I’m sure that if one day I no longer live in Italy and stop speaking to Italians, I’ll forget everything I’ve learnt. “I make a lot of mistakes,” I tell her, “with prepositions, articles, and above all with the conjunctive.” She explains that many Italians don’t use the conjunctive in colloquial Italian and often on TV they use it incorrectly – something that’s really annoying to her.

Mentre torniamo alla stazione parliamo un po’ dei romani e del fatto che è un peccato che non abbiano il rispetto per la loro propria città: buttano la spazzatura sul marciapiede, lasciano i cani a cagare ovunque. E’ veramente vergognoso... e purtroppo sono in molti a comportarsi così. Oggi, mentre parlavamo ho scritto tre note.. ma poi scrivo subito un po’ di più in metro mentre vado alla mia lezione... ma mi rendo conto che non è ottimo e domani devo anche scrivere di più durante l’ incontro! Anche se non mi ricordo tutto del nostro incontro, almeno il sorriso e gli occhi di Barbara mi hanno lasciato un'impressione profonda.

As we return to the station we talk about Romans and the fact that it’s a shame that they don’t have respect for their own city: they throw rubbish on the ground and let their dogs shit everywhere. It’s really shameful... and unfortunately there are many who behave this way. Today, while we spoke, I wrote three notes... but then wrote a little more in the metro while going to my lesson... however, I’ve realised that it’s not the best way to do things and tomorrow I should write more during the meeting! Even if I don’t remember everything about our meeting, at least Barbara’s smile and eyes have left a deep impression.